mercoledì 30 luglio 2008

Sondaggio ALA 2008. Partecipate!

venerdì 25 luglio 2008

Quando il critico cinematografico é ignorante. L'effetto Lucifero e Dante 01 al vaglio della banalità della stupidaggine

Recensendo l'ultimo film di Marc Caro (coautore di 'Delicatessen'), il famigerato (ma chi lo conosce?) critico cinematografico Roberto Nepoti, La Repubblica, afferma

Immaginate un film dove non succede praticamente nulla, ambientato in spazi bui rischiarati a intermittenza da luci al neon, dove si aggirano individui vestiti di tute che è difficile distinguere l´uno dall´altro (a parte, ecco la buona notizia, il "buono" Lambert Wilson, che è molto alto, e il "cattivo" Dominique Pinon, che è molto basso). Ecco, il film s´intitola Dante 01 e lo ha scritto-diretto Marc Caro, già coautore del cult "Delicatessen". Questo Dante 01 è una prigione orbitante nello spazio, vicino a un pianeta inospitale; vi soggiornano alcuni pericolosissimi detenuti, sottoposti a misteriosi esperimenti genetici. Mentre Cesare (quello piccolo) organizza un piano d´evasione, arriva tale San Giorgio (quello alto), che parla poco o niente ma pare in possesso di doti extrasensoriali. Dopo aver preso un sacco di botte, il nuovo arrivato impara a dominare il proprio carisma e la propria forza. Frattanto, tra prigionieri e carcerieri, la situazione va fuori controllo. Il film è confuso, noioso e un po´ misero (qualcuno lo ha definito il "Sunshine" dei poveri); quel che dà maggiormente fastidio, però, sono le pillole di pessimismo cosmico seminate qui e là, da cui apprendiamo che il mondo è del tutto disumanizzato, e fa schifo.



Ma si da il caso che Il film sia ispirato all'effetto Lucifero, alias l'eperimento di Stanford, ove venne progettata e messa in atto una vera deumanizzazione di uomini comuni rinchiusi in una prigione con i ruoli, rispettivamente, di prigionieri e secondini.
Le tute disindividuanti servivano propio alla scopo di rendere il soggetto funzione di un organismo complesso, di un sistema dentro il quale le situazioni venivano a prender forma. I risultati di violenza sono descritti dettagliatamente dallo stesso Zimbardo nel libro 'L'effetto Lucifero'. L'aggancio al famigerato testo 'La banalità del male' di Hannah Arendt è palese.
Questi effetti vengono descritti dal nostro con un laconico 'frattanto, tra prigionieri e carcerieri, la situazione va fuori controllo' mostrando come proprio il core del film non venga visto.

Del resto, benedetto Nepoti, lo stesso titolo del film, 'Dante 01' (Inferno-girone infernale-Lucifero, do you get it, Nepoti?), le citazioni (tute, prigione, disumanizzazione etc) indicano la fonte. Sempre che la si conosca.

Certo, il film non segue l'esperimento né intendeva farlo. Riecheggia quanto accaduto mettendolo in un contesto, come spesso accade - per esempio in Philip Dick - discorsivo diverso eppur complementare. Il tutto condito con una buona dose di spettacolo (i costi son costi e devono per lo meno rientrare).

Invece di criticare i film altrui non sarebbe il caso di farsi (o farsi fare) una analisi critica della sua stessa grassa ignoranza, della sua macchina critica.
Ma chi cazzo li sceglie i giornalisti di Repubblica? Ahem, dimenticavo.

martedì 15 luglio 2008

SEO e Flash? Un amore impossibile (checché Mamma Adobe e Papà Google vogliano farvi credere)

Qualcun altro é concorde con quanto da me affermato qui e qui circa la tanto strombazzata indicizzazione dei contenuti Flash.

Testing Crawlability with Hope
That's what you're doing with Flash content for SEO - hoping. Google's Flash-crawling technology is proprietary, and while we all know and can test what search engines see from a content and link perspective in HTML, there's no "test my site's Flash file crawlability" feature that I'm aware of, leaving us very much in the dark about exactly how the engine's going to parse your material.

mercoledì 2 luglio 2008

Adobe Flash accessibile ai motori di ricerca. Oltre l'hype cosa c'è?

Oltre ai problemi già citati occorre opporre qualche altra barriera di madrigali alla fanfara da parata messa in moto da Adobe sulla accessibilità del Flash content ai motori di ricerca.

Prima di tutto, il crawler del motore di ricerca non indicizzerà gli swf. incorporati via JavaScript (sapete quello stratagemma per evitare il 'clicca per attivare' di IE? Bene. Lui).

In seconda istanza, e maggiormente importante, il crawler non indicizzerà swf dinamicamente caricati come risorse esterne nè XML.
Ora, chiunque abbia un pò di esperienza in Sviluppo Flash sa benissimo che, per non impazzire con quel casino della timeline di Flash e per ottimizzare al massimo i tempi di caricamento (e per una marea di altre esigenze), é regola procedere per caricamento dinamico delle sezioni del website. A quanto io ne sappia la maggioranza dei Flash sites adotta giustamente questi approccio. Quanto più il sito é complesso tanto più si rende necessaria questa modalità. Spesso si carica in prima istanza solamente il framework generale (la UI standard) per poi, dietro input utente, caricare il resto.
Bene, allo stato dei fatti solamente questa prima parte verrà indicizzata dal crawler. Id est, un bel nulla. La presunta Home Page e poi il vuoto.
In altre parole nessuna moderna RIA verrebbe indicizzata, checché ne dica Adobe, a meno di non caricare l'impossibile in prima istanza.
Forse Adobe sta pensando come modello di RIA ai fulgidi esempi di Flash RIA di cui si é resa portabandiera con Acrobat.com che ci mette 5 minuti buoni (su di una fibra ottica) per caricare la UI?
Per quale tipologia di Flash site va bene questa presunta indicizzazione? Per i Flash sitarelli self contained. Detto altrimenti, coloro che meno avrebbero bisogno di essere indicizzati.

E se poi adottate un loader con caricamento dinamico via Actionscript di risorse esterne? Oh beh! quanto siete difficili!

Quanto rumore per nulla!

Adobe Flash accessibile ai motori di ricerca! Sicuri?

Il contenuto di Flash sites finalmente disponibile agli spiders dei motori di ricerca. Così dicono.
Rullo di tamburi. Strombazzamenti vari. Urla di giubilo. E nessuno che si sia peritato di leggere tra le righe del marketingese del comunicato di Adobe.

Adobe is providing optimized Adobe Flash Player technology to Google and Yahoo! to enhance search engine indexing of the Flash file format (SWF) and uncover information that is currently undiscoverable by search engines.


Fuori del giro dei fatti in 80 parole del PR Adobe, quello che abbiamo é:

  • Nessuna specifica aperta a tutti gli sviluppatori interessati ma solamente delle indicazioni chiuse per ottimizzare gli spiders.

  • Queste indicazioni sono solo a vantaggio di Google e Yahoo!. Gli altri? Se lo prendono in saccoccia.



Per fare un paragone non ortodosso, é come se le specifiche ottimizzate dell'HTML 5 fossero date solamente ad un gruppo ristretto di webdevs lasciando gli altri con il fondoschiena nell'acqua ed andare poi sbandierando la notiziona della release di HTML 5 ai quattro venti su tutti i canali possibili per ostentare il 'proprio commitment' e risollevare le sorti di una tecnologia affossata dalle critiche (giustificate).
Gli altri webdevs avrebbero le solite specifiche mentre alcuni, privilegiati, avrebbero un vantaggio competitivo su questi ultimi.
Tutti sono uguali ma alcuni sono più uguali di altri.

Il tutto condito con tanto di giustificazione di quanto finora accaduto mettendo artificialmente nello stesso calderone tutti gli altri in modo da distinguersi in positivo con l'annuncio. Prima affermo stronzate tirando nella mia propria situazione tutte le altre tecnologie e poi mostro che io, a differenza delle altre tecnologie, sto facendo qualcosa per combattere la situazione di cui sopra.

RIAs and dynamic Web content have been generally difficult to fully expose to search engines because of their changing states — a problem also inherent in other RIA technologies


Bullshit.
E' falsa la prima posizione (le altre tecnologie non hanno tutti i problemi di Adobe Flash) ed é quindi falsa la conseguente (Adobe non sta facendo nient'altro che cercare di recuperare terreno sulle altre tecnologie).
Lezione di PR: come trasformare uno svantaggio in vantaggio con un semplice giro di parole.

Di sicuro una bella operazione di marketing ed un grande sforzo di PR. I fatti tralasciati sono che la concorrenza va a farsi benedire come anche la possibilità per i Social Networks (il che vuol dire la marea montante in Internet) di usare Adobe Flash in modo consistente e mantenere la possibilità di operare ricerche interne.
Nel campo che più mi preme, inoltre, continua ad essere impossibile usare Adobe Flash su RIA Business (Web Applications Intranet e comunque chiuse) ove occorre poi andare a ricercare un contenuto specifico.

A quando una apertura totale di questo pacchetto regalo, Adobe?

venerdì 20 giugno 2008

Gecko renderizza Mozilla.org

mercoledì 18 giugno 2008

Adobe vs Apple. No Flash per una iPhone UI consistente




Articolata posizione di Kontra sulle problematiche legate al mancato supporto a Flash Lite e Flash su iPhone.

Adobe’s interface strategy on the desktop has been to avoid using native UI controls on the deployed OS in favor of establishing and leveraging its own unique cross-platform UI paradigm that its runtime engine can deliver consistently on multiple platforms.

Unfortunately for Adobe though, Apple is in the process of establishing the first mass-market, multi-touch platform with the iPhone and has already migrated it partially to its notebooks. Clearly, Apple (which acquired FingerWorks and its patent portfolio in 2005) has greater ambitions in establishing a broader multi-touch gesture paradigm, likely to cover other devices as well