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martedì 3 giugno 2008

Touch User Interface. Uno sguardo al laboratorio di culturedcode

Primi passi della versione per iPhone di Things, ottima applicazione GTD per OS X.
Primi passi nel mondo del Touch User Interface Design. Molti problemi, diverse soluzioni.



Le prime impressioni di culturedcode sulle difficoltà di sviluppo di una applicazione che interagisca secondo patterns comportamentali diversi dalle più tradizionali Desktop Applications e che, nondimeno, si propone di non far rimpiangere la 'comodità' di queste ultime.

domenica 25 maggio 2008

Conway's Law

“Any piece of software reflects the organizational structure that produced it.”


Wikipedia link

sabato 24 maggio 2008

Ergonomics anyone?

xyz-computer-desk_dWEfC_48.jpg

Non pratico. Ergonomia zero. Industrial Design al suo grado sottozero.

Come si suppone l'utente interagisca con tutto questo insieme?
Monitor troppo lontano dall'utente con alcuna possibilità di scostamento sull'asse z in grado di alleviare la scomodità di questa posizione.

Oltre ciò, dalla foto, possiamo dedurre un assurdo posizionamento di quest'ultimo rispetto alle porte e al CD Bay. L'utente é infatti costretto, dalla posizione del monitor, ad una determinata distanza dai lati del Desk che rende di fatto irraggiungibile il lato sinistro dove sono posizionate le porte, il pulsante di accensione ed il CD Bay a meno che non si sporga, abbandonando la posizione di lavoro, per raggiungere questo lato.

Taccio su altri problemi che, evidentemente, possono presentarsi (espandibilità, dissipazione del calore etc).
Infine, come dettaglio, uno slot loading invece del solito cassettino in un prodotto che vende se stesso come 'futuristico'?

venerdì 23 maggio 2008

Account forzato. Usabilità del checkout

Non é necessario costringere l'utente all'apertura di un account per acquistare un bene.

Rendete facile fare affari con voi. Tenete bene a mente questa regoletta.

Barnes & Noble, freschi di redesign, applica perfettamente questo principio.
L'utente può procedere al checkout senza creare nessun account ma immettendo, una tantum, solamente i dati che occorrono per portare a termine la procedura di acquisto

barnes.png

Al contrario, il solito BOL

bol.png

costringe l'utente alla apertura di un account per procedere alla transazione.

Il web marketing inizia ben prima di avere un web site già bello che finito e coinvolge direttamente l'UI Designer nelle primissime fasi di studio. La usabilità di questi steps cruciali in un e-commerce è, infatti, quantomeno imprescindibile e avrà ricadute considerevoli, in positivo come in negativo, sulla percezione del Cliente riguardo il servizio che si offre e, di conseguenza, il Brand.

La differenza tra un checkout usabile ed un calcio negli stinchi al cliente é tutta in queste immagini.

martedì 20 maggio 2008

In-car Internet. Sarà usabile?

Ne sentivamo discutere da un bel pò. Sempre in stadio prototipale a dar mostra di sé e mai realizzato in un prodotto destinato al consumo.

Infine ecco giungere In-Car Internet, Internet in Auto.

BMW, Chrysler ed altri ancora sono già in linea di produzione.

Dopo le periferiche di convergenza, palmari e compagnia, nuove sfide per i Web UI Designer si profilano all'orizzonte. Come progettare, implementare Interfacce Utente destinate all' In-Car Internet?

Cominciamo col dire che la stessa locuzione 'Internet in Auto' nasconde un 'inganno' in quanto lascia credere che Internet, così come lo conosciamo e come siamo abituati ad usarlo, sia lo stesso che, senza residuo alcuno, andremo ad usare in Auto.

Così non é.

La navigazione in auto, ovvio, è una esperienza per nulla simile a quella dedicata cui siamo abituati.Quando siamo dinanzi ad un computer la nostra attenzione ha un focus ben preciso e l'attenzione é tutta su questo focus (escluse, ovvio, le 'normali' attività collaterali della percezione).

In auto, invece, ci ritroviamo con una campo percettivo principalmente occupato dal main task (guidare) cui occorre affiancare almeno due ulteriori sub-task (navigare in Internet e consultare i contenuti) quanto più possibile usabili ed usabili in due sensi ben distinti:


  • usabili in quanto non molto differenti da ciò che l'utente si attende, dal suo background cognitivo.

  • usabili in quanto la dashboard non è di certo un computer ed ha la sua specificità cui la Web UI dovrà adattarsi.

Quindi una UI modificata, come richiesta dalle specifiche del nuovo medium, ma non troppo da spiazzare le aspettative dell'utente.

Come progettare queste UI in modo che il layout, gli strumenti, le funzionalità siano contenute negli schermi delle dashboard senza sacrificarne l'usabilità che, nel caso specifico, sarebbe oltre che sconveniente dal punto di vista del rispetto dell'utente e suicida dal punto di vista commerciale anche pericoloso dal punto di vista primario della sicurezza?

E ancora, quali standards saranno da adottare?

Queste domande frullano anche per la testa dei produttori stessi che, infatti, stanno spingendo per stilare delle specifiche, ottenere assicurazioni, insomma si preoccupano che il loro contenitore abbia poi un contenuto effettivo da mostrare e che lo mostri come l'utente si attende dalla propria esperienza pregressa.

Problematiche di usabilità ed accessibilità, troppo spesso confinate nel minuscolo spazio che Istituzioni e Business affermati dedicano ai diversamente abili (giammai confessarlo!), acquistano maggior valenza in quanto le tecnologie text-to-speech sono a disposizione come veicolo di diffusione nell'In-car Internet. Il binomio usabilità-accessibilità dunque si profila anche in questo caso come strada principale per condurre i contenuti disponibili in Internet alla fruizione degli utenti in nuove condizioni ambientali.

In-car Internet sarà un successo? Secondo gli analisti, si. Ma solo quando la Generazione Y sarà ascesa al trono.

giovedì 15 maggio 2008

A. N. Whitehead. Simbolismo e percezione




"La mente umana opera sul piano simbolico quando alcuni componenti della sua esperienza suscitano consapevolezza, credenze, emozioni ed abitudini, in rapporto ad altre componenti della sua esperienza."
A. N. Whitehead